C’è veramente bisogno di un altro GTA?

banner
Scritto il 07 novembre 2011 da Yuri-san   PC, PS3, XBOX

No, non ci è sfuggito il trailer di lancio di GTA V.
Prima di scrivere, ho preferito aspettare che tornasse un po’ di calma attorno al titolo per cercare di guardare le cose con maggiore lucidità.

Non voglio stare qua ad analizzare il trailer mostrato fotogramma per fotogramma per capire se il tipo che si vede è veramente Tommy Vercetti o meno. Per questo trovate tanti fanatici in rete che hanno spulciato e spolpato quel minuto e mezzo scarso che Rockstar ha deciso di mostrare ai fan.

E non voglio nemmeno discutere sulla realizzazione tecnica del trailer, di grande livello sicuramente, capace di creare un hype pazzesco tra gli appassionati della serie.

E’ il gioco stesso che mi fa pensare. Ho guardato e riguardato il trailer. E una domanda mi sorge spontanea: “ma ce n’è veramente bisogno?”.

Non sono un fan della serie, ma da piccolo mi divertivo un sacco con il capitolo originale. Ricordo bene i pomeriggi passati col mio vicino di casa a rubare le auto e fare gouranga, per poi sognare assieme il giorno in cui avrebbero fare un GTA con motore grafico in 3D, “come Super Mario 64″ dicevamo “dove puoi andare dove vuoi, vedi la città da un altra prospettiva, vedi il tuo personaggio da dietro…”.
Ci sono voluti degli anni, ma poi GTA 3 è arrivato. E nonostante fosse tutto quello che avevo desiderato in un gioco di quel tipo, non mi interessò particolarmente. Sarà per il fatto che nel 2001 eravamo abituati a quel genere di giochi (nonostante fosse eccezionale per l’epoca), sarà che io sono cambiato così come i miei gusti videoludici, ma dopo qualche partita mi annoiava.
Sia chiaro, le missioni di GTA mi hanno sempre tediato non poco, la cosa per me divertente era “cazzeggiare” in città, facendo tutto quello che nel mondo reale è proibito. Ma se nei capitoli in 2D tutto questo era comunque qualcosa di ironico, molto arcade, un videogioco che restava tale, l’arrivo del 3D e la sempre maggiore libertà di azione hanno avvicinato il confine con il mondo reale. Andare con una prostituta per recuperare energia, pagarla e poi ucciderla per riprendersi i soldi, non mi divertiva. E non mi diverte tuttora. Nell’ultimo capitolo che ho giocato, Vice City, la cosa che più adoravo fare era prendere un auto, cercare Africa dei Toto in radio 80s, e guidare nel lungomare durante il tramonto. Tutto il resto lo trovavo quasi fastidioso.
Non sto criticando la realizzazione , i ragazzi di Rockstar hanno realizzato un capolavoro. Semplicemente non mi piace l’etica del gioco. C’è già tanta violenza nel mondo, perché  allora devo fare anche violenza in un mondo irreale?
In modo simile il mio pensiero si avvicina a quello di Pittanza, esposto in questo bell’articolo. Non stiamo parlando di guerra in questo caso, ma il concetto è lo stesso: riportando le parole di Pittanza, “quello che “denuncio” io non è l’effetto, ma la causa: il bisogno di impugnare in mano, seppur virtualmente, armi devastanti per uccidere nemici realistici in un contesto realistico…”

Ed è proprio qui che penso “ne abbiamo veramente bisogno?“. Quelli di Rockstar sono in gamba, hanno dimostrato di saper realizzare Giochi con la “G” maiuscola, ma alla fine tornano sempre sul loro brand di maggior successo, probabilmente solo per ragioni economiche. GTA ha già dato, il quarto capitolo sembrava il gioco definitivo del genere; ora più che migliorare la grafica, fare qualche piccola aggiunta, cosa si può voler di più? Altra violenza?

Questa ovviamente è la mia linea di pensiero, sono certo di essere uno dei pochi che non apprezza questo genere di giochi, che per quanto possa essere ancora divertente rubare le auto e farsi inseguire dalla polizia, trovo il vero divertimento videoludico su altre sponde. Non per fare il prezioso o l’alternativo, ma perché credo che anche nei videogiochi e nei videogiocatori debba cominciare a crescere una sorta di video-etica.
Qualcuno potrebbe dire “ma allora eliminiamo anche tutti i film violenti”. Ni, risponderei. Nei film siamo spettatori passivi. Nei videogiochi interagiamo direttamente col personaggio e siamo noi i protagonisti. Quindi le azioni del protagonista diventano le nostre. E’ vero che cinema e videogiochi sono sempre più simili, che anche i videogiochi oggi si raccontano storie e si vuole mostrare la realtà, ma è chiaro che l’approccio è completamente diverso.

O semplicemente dobbiamo pensare che siano “solamente” videogiochi e quindi vanno visti come tali, un mezzo di divertimento. Se questo significa divertirsi.