Prince of Persia: Le sabbie del tempo – nato per essere un film

Scritto il 20 maggio 2010 da Cafo   PC

Diciannove maggio 2010, è arrivato finalmente il tanto atteso adattamento cinematografico del celebre gioco della Ubisoft, Prince of Persia e le sabbie del tempo.

La trama del gioco vede il giocatore nei panni del principe Dastan, abile guerriero figlio del re di Persia, alle prese con gli oscuri piani di un malvagio visir e schiere di zombie di sabbia. Ciò che rese famoso il gioco fu la fantastica dinamicità dell’eroe nel compiere acrobazie di ogni genere, dal correre sui muri al lanciarsi da un tetto all’altro, passando per una camminata sulle travi alla Matrix e la straordinaria abilità di un pugnale in suo possesso in grado di riavvolgere il tempo in modo da evitare morti causate da salti mal riusciti o da mostri troppo potenti.

La storia, ricca di colpi di scena e coronata anche dall’amore tra il principe e la principessa Tamina, sembrava essere giusta per il grande schermo, e infatti in poco tempo i diritti vennero acquistati niente di meno che da  Jerry Bruckheimer, produttore della famosa serie “I Pirati dei Caraibi”, affiancato dalla distribuzione della Disney.

Il progetto iniziale prevedeva l’uscita in sala più di anno fa, ma la ricerca della perfezione accompagnata dalla superstizione di portare sullo schermo ancora una volta un videogame (progetti cinematografici nonostante le apparenze ambiziosi e sempre sull’orlo del flop: Doom, Ultra Violet, Final Fantasy, ecc) portarono a diverse riscritture delle sceneggiatura. Dura fu anche la decisione del regista, prima Michael Bay (Transformers) e poi quella definitiva: Mike Newell (Harry Potter: Il calice di fuoco).

Pensate che perfino per la parte del protagonista, assegnata definitivamente a Jake Gyllenhaal (Donnie Darko, Jarhead, Zodiac) venne scartato persino Orlando Bloom (Pirati dei Caraibi, Signore degli Anelli).

Per tentare di raggiungere la perfezione, è stato chiamato a collaborare sul set il creatore del videogame in persona, Jordan Mechner, per definire al meglio le acrobazie del principe non del tutto semplici da far eseguire ad uno stuntman o modificare al computer.

Il risultato? Uno dei migliori adattamenti cinematografici tratti da un videogioco degli ultimi tempi.

Jake Gyllenhaal si muove come il vero Dastan ed ecco via con la camminate sui tetti di una città mediorientale, acrobazie sulle parallele, fulminee corse su muri che si sgretolano e ovviamente, l’effetto rewind del magico pugnale identico a quello del gioco.

Bellissima anche una delle prime sequenze dove delle rapide inquadrature mostrano la struttura Alamut e il percorso che Dastan dovrà fare per azionare il trabocchetto che permetterà ai persiani di invadere la città, tipica formula da gameplay in terza persona.

La trama, come è giusto che sia in questi casi, subisce una drastica trasformazione: scompaiono i mostri sostituiti dai soldati, e la catastrofe inizia con la morte del re attribuita a Dastan (qui principe adottivo non di sangue reale) dal perfido Nizam, fratello del sovrano.

Il protagonista sarà costretto ad una roccambolesca fuga che lo porterà insieme alla principessa Tamina, nel film la bellissima Gemma Arterton (Scontro tra Titani, Quantum of Solace) a riavvolgere il tempo per impedire la disastrosa sequenza degli eventi.

Davvero niente male.